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Ugo Muccini (1910 – 1938) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Muccini UgoUgo Muccini,di Arcola, fu un esponente di spicco dell'antifascismo clandestino proprio negli anni Trenta, quelli in cui il regime incontrava il maggior consenso tra le masse popolari.

A soli 23 anni (1933) era già dirigente di zona della federazione giovanile del Partito Comunista d'Italia e, negli anni seguenti, assunse ruoli di sempre maggior rilievo all'interno del partito stesso.
Nel 1935 venne scoperto dalla polizia politica della milizia fascista (Ovra), così che dovette lasciare la sua abitazione e rifugiarsi a Sarzana, all'Olmo, nascosto in casa di Dario Montarese, ove rimase per alcuni mesi, sostenuto dai compagni sarzanesi.

All'inizio del 1936, con Bruno Rolla, riuscì infine ad espatriare in Iugoslavia, in modo assai avventuroso.
Di là, i due raggiunsero la Francia, terra ove si rifugiavano molti degli antifascisti italiani.
E fu lì che li raggiunse la notizia dello scoppio della guerra civile in Spagna.

Ugo Muccini, il 2 settembre 1936, fu tra i primi esuli italiani ad arruolarsi nelle brigate internazionali per andare a combattere in favore delle forze repubblicane spagnole.
Con tale scelta egli rinunciò a recarsi nell'URSS, dove pure il partito lo aveva destinato, come accadeva a tutti coloro che venivano scelti per diventare dirigenti del PCI.
Muccini combatté in Spagna per circa due anni, fino al fatidico 13 settembre 1938, giorno nel quale venne ucciso in combattimento nei pressi del fiume Ebro.

La sua memoria, avvolta in qualche misura da un alone di mistero, divenne punto di riferimento per gli antifascisti comunisti di tutta la provincia spezzina e, dal 1943, del movimento partigiano della Val di Magra.

Dopo la fine del conflitto mondiale, ad Ugo Muccini fu conferita la medaglia d'oro per la guerra combattuta in Spagna.

Invece alla brigata partigiana della Val di Magra, che portò il suo nome, Sarzana ha dedicato l'importante arteria stradale di accesso alla città, che dal casello autostradale conduce in centro. La via intitolata alla brigata (già Via Genova) si conclude idealmente nella piazza non a caso dedicata ai “Martiri della libertà”.

 

Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli
con la collaborazione di Egidio Banti, Pino Meneghini, Igino Carabelli e Claudio Isoppo


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Ultima modifica
22.03.2008
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Marco Arfanotti e Francesco Tacconi