|
La città rinascimentale | |||||||||||||||
|
Nel secolo XV il sistema urbano medievale, imperniato sul nucleo della pieve di San Basilio, poi cattedrale, collocato nel baricentro della città, si trasformò a seguito del consolidamento della ghiaia della Calcandola, posta al margine settentrionale allo sviluppo urbano antico. Nonostante il passaggio dei poteri, gli interventi fiorentini e genovesi combinarono in un disegno unitario il progetto delle fortificazioni iniziato nel 1487 con la ricostruzione di Firmafede. L'ammodernamento delle mura medievali e l'ampliamento dei grandi fossati protettivi, di cui Sarzana fu munita, comportarono l'abbattimento o la parziale demolizione di edifici speciali che vennero ricollocati all'interno della città, nelle aree poste fra la cattedrale e la porta Pisana ormai chiusa, dove si trovava, dal 1442, il convento di San Domenico. L'organismo urbano rinascimentale, quindi, utilizzando una sola Porta e per di più marginale rispetto al baricentro della città, collocato geometricamente in corrispondenza della Cattedrale, diversificò le funzioni del sistema interno alle mura e specializzò ulteriormente i quartieri bassi, mediante l'inserimento di complessi tipicamente antipolari quali la fortezza, i conventi e l'ospedale. L'ospedale di San Bartolomeo, trovò posto nell'isolato compreso fra l'attuale piazza Garibaldi e vico Ivani, dove venne trasferito, nella seconda metà del cinquecento, il più antico ospedale situato fuori della Porta del Borgo lungo la strada per Roma. Il Monastero femminile di Santa Chiara fu ricollocato nell'isolato compreso fra vico Bonicella e l'attuale piazza Garibaldi, di fronte alla Cattedrale. Il Convento dei Domenicani, che si trovava fuori Porta San Domenico detta anche del Mare, presso l'attuale piazza San Giorgio, trasferito all'interno delle mura dai Campofregoso nel 1442, fu ricostruito nell'isolato compreso fra la Cattedrale e l'attuale piazza Firmafede. Sarzana assomigliò così ad una grande fortezza murata d'intorno, fornita di artiglierie, guardata da Tedeschi con gran gelosia, dopo che era stata ridotta a minor spazio e circondata di mura dai Genovesi dei quali divenne l'emblema politico, situata presso il confine con la Toscana, come ammoniva la preziosa effigie di San Giorgio, scolpita da Matteo Civitali, dall'alto della colonna, collocata nel 1500 in piazza della Calcandola, nuovo cuore della città. Nel 1592 Sarzana entrò a far parte della Repubblica di Genova. Da "I percorsi d'arte più belli e più segreti della Val di Magra e della Terra di Luni" |
||||||||||||||||
| |
||||||||||||||||
|
||||||||||||||||