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SCONFINANDO - 2009
XVIII Festival Internazionale di
Musica e Suoni dal Mondo
Comune di Sarzana Assessorato alla Cultura e
Assessorato Turismo e Attività Produttive
Regione Liguria
Provincia della Spezia
Città di Sarzana - Itinerari Culturali s.c.r.l.
Fortezza Firmafede
Cittadella - Centro Storico
5-6-7 Giugno e 3 - 30 Luglio 2009
Fratelli MANCUSO (Italia)
Giovedì 16 luglio - ore 21,30
Fortezza Firmafede
“Mari Notturni / La Sicilia”
Fratelli Mancuso, Enzo e Lorenzo, sono nati a Sutera, piccolo centro della provincia di Caltanissetta.
Intorno alla metà degli anni '70 emigrano a Londra dove risiedono per otto anni lavorando in diverse fabbriche metalmeccaniche.
In quegli anni, a contatto con circoli culturali e teatri, iniziano a ricomporre i frammenti del loro patrimonio tradizionale e su di essi innestano le prime composizioni che riflettono la loro condizione di emigrati. Ritornati in Italia nel 1981, si stabiliscono in Umbria.
Nei primi anni '80 cantano nei piccoli teatri della Germania e Francia, ospiti di associazioni culturali e festivals di musica popolare.
Nel 1986, in Spagna incontrano Joaquin Diaz, noto studioso e musicista con il quale inizierà uno stretto rapporto di collaborazione: i frutti di questo incontro saranno l'incisione del primo LP "Nesci Maria" (Tecnosaga Madrid 1986) e il secondo LP "Romance de alla Y de Aca" (Fonomusic Madrid 1990).
Partecipano in seguito a festivals e rassegne in Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Svizzera, Austria, Portogallo, Ungheria, Belgio, Finlandia, Tunisia, Giappone, Uzbekistan, Russia, Brasile, Uruguay, Argentina, Indonesia, Croazia.
Nelle voci penetranti di Enzo e Lorenzo Mancuso si avverte il respiro solenne della storia con gli innumerevoli intrecci ed avvicendamenti culturali che hanno avuto come teatro la Sicilia.
Attraverso di loro si rinnovano le fatiche, le miserie, l'eroismo, la creatività di una gente orgogliosa della sua terra.
Le canzoni dei Fratelli Mancuso parlano così di antiche tensioni e presenti indignazioni civili, di ataviche oppressioni e dell'eterno desiderio di libertà sulle rotte del nostro mare, il Mediterraneo.
Hanno lasciato la loro terra, la Sicilia, da quasi trent'anni, ancora "carusi", e si sono portati dentro rabbie, speranze e dolcezze distillate in canto. Hanno visitato i popoli del mondo perfezionando accordi e fonè in consonanza con le suggestioni attinte ad altre aree musicali, ora celtiche ora mediterranee, ma la Sicilia resta incastonata nella loro poetica come una mandorla preziosa.
In un percorso lungo, faticato e straordinario di concerti, novene, spettacoli, festival, incisioni, si sono affrancati lentamente dalla tradizione popolare dilatando il canto monodico e il lamento antico una partecipazione civile all'umana sofferenza che i Fratelli Mancuso hanno sempre espresso con la voce e con il cuore - verso più profonde e originali esperienze liriche (Ali di carta 1994), e la memoria è rimasta teneramente impigliata ai miti e alle credenze, pagane o religiose, della loro isola.
Oggi par d'intendere nella loro evoluzione musicale come i segnali di una nuova stagione creativa.
Raggiunta la piena maturità artistica, Enzo e Lorenzo Mancuso sembrano voler scavare ancora più a fondo nella propria vena poetica per differenziare i sentimenti che pure condividono e ricercare una soggettività finora sommessa, pudicamente nascosta nel canto fraterno.
Il canto allora ritorna monodico, personalissimo, allegro o disperato, "struggimentu, maraviglia o fragili armonia".
Un canto lacerato, talvolta smarrito "tra arma e carni", anima e carne, che ancora s'interroga sul senso della poesia e della vita, un canto laico che cerca di volare con ali ferite senza più credere al "paradisu / fattu d'oru e di peni".
(Giovanni Maria Rossi).
Nel 2006 collaborano con Roberto Andò e Marco Betta per la realizzazione dell'opera per musica e film "Sette storie per lasciare il mondo" nella quale materiali melodici ispirati dai canti dei "carrettieri" germinano strutture accordali e ritmiche sospese tra l'antica tradizione e la musica del nostro tempo, un rampicante di figure sonore in forma di diario che racconta un viaggio alla ricerca di una musica possibile della Sicilia.
Da questa collaborazione nasce un nuovo progetto di realizzazione di "arie notturne" composte insieme a Marco Betta nelle quali frammenti di testi di scrittori siciliani del nostro tempo galleggiano, annegano e affiorano sulla musica e diventano un prisma attraverso il quale leggere le traiettorie e il profilo di un'antica identità sonora dell'isola.
Dal 2007 collaborano e tengono seminari con le Facoltà di Filosofia e Filologia dell'Università di Messina, Catania, Siviglia.
Invitati dalla Fundacion Joaquin Diaz, Catedra de estudios sobre la tadicion de la Universidad de Valladolid partecipano al III Simposio sobre patrimonio inmaterial "La voz y la improvisacion".
Si sono esibiti nelle città di Salamanca e Zamora.
Marco BETTA
È un compositore innovativo tra i più importanti nella scena musicale contemporanea italiana che ha composto opere per il teatro musicale, per il cinema, il teatro di prosa, e lavori di musica sinfonica e da camera.
Concerto dei Fratelli MANCUSO
Arie notturne
Voci e suoni registrati
Marco BETTA
Testi e frammenti di
Roberto ANDÒ
Roberto ALAIMO
Ruggero CAPPUCCIO
Enzo MANCUSO
Rocco MORTELLITI
Andrea CAMILLERI
Frammenti dal film "La sabbia del sonno" di
ROBERTO ANDÒ
Fotografia
Lia PASQUALINO
Canto, chitarra, saz baglama, ghironda, viella:
Enzo MANCUSO
Canto, chitarra, harmonium, darabouka, daf:
Lorenzo MANCUSO
Link:
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