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Il Codice Pelavicino | |||||||||||||||
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Il Codice Pelavicino è un grosso volume di cartapecora, scritto in caratteri gotici, abbastanza ben conservato ma di non facile lettura.E' stato trascritto in parte dallo studioso Ferdinando Podestà e in gran parte dal prof. Lupo Gentile. Recentemente è stato microfilmato a cura della Regione Liguria ed è in programma una pubblicazione completa. Non esiste una traduzione in lingua italiana. I documenti non sono originali, bensì copie degli originali. Ricostruiamo brevemente gli avvenimenti di quegli anni. Il Vescovo Guglielmo "trovandosi nel 1241 in viaggio verso Roma, insieme a numerosi altri che si recavano al Concilio Lateranense con navi della Repubblica di San Giorgio, distrutta dalle flotte imperiale e pisana la flotta genovese nelle acque della Meloria, fu fatto prigioniero con gli altri presuli e rinchiuso in carcere ove rimase dieci anni."
Enrico da Fucecchio fu eletto vescovo di Luni ad Orvieto il 25 aprile 1273. Il primo degli oltre 500 documenti è dell'anno 900: un privilegio di Berengario, re d'Italia, che conferma al Vescovo Odelberto i privilegi concessi alla Chiesa lunense dai suoi predecessori, l'ultimo è del 1297: include quindi un periodo di quasi 400 anni. I documenti si possono dividere in gruppi:
Indicativo di un nuovo clima che si era stabilito è l'ultimo (anno 1297) che ha per oggetto una sentenza di Guidotto, cappellano del papa, provocata da violenze e danni recati dai Sarzanesi al Vescovo Antonio da Camilla. Fra i documenti più importanti non sono da dimenticare: la concessione di trasferire il Borgo in Asiano e quella di accogliere gli abitanti di Arcola, parte di quelli riguardanti il monastero del Corvo e quelli contenenti i contrasti con i Malaspina per il possesso della Brina. Il prezioso documento è conservato nell'archivio del Capitolo della cattedrale di Sarzana.
Da "Appunti per una storia di Sarzana" di Ennio Callegari
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